venerdì 16 settembre 2011

24 ottobre 2002

E fu tempesta. Di grandine,
di fulmini, di venti potenti
che scioglievano vele assicurate.
E fu tempesta. Di pioggia,
di onde, di marosi cavi come bocche
spalancate ad inghiottire e sputare.
Via.
Dentro vortici inattesi e
più affamati, turbini verso il buio.
Aiuto. Impotenza.
Aiuto. Paura.
Aiuto. Voce infinita.
Poi nell'urlo più straziante,
arriva l'abbraccio morbido di
un ricordo non mio,
di tempeste altre mai vissute,
mille e mille volte vissute.
Una forza dal passato che mi inonda,
e placa la paura.
Seguo la mia tempesta,
ne ascolto i tuoni, non mi oppongo più.
Ora silenzio.
Ora quiete.
Ora, la sento.
Il suo primo pianto.
 
 
 
Oggi mi va di scrivervi questa poesia, iniziata quasi nove anni e finita solo dopo circa sette anni... tanto mi ci è voluto per trovare le parole giuste...  ha partecipato ad un buon concorso nel 2009, e si è classificata seconda. E' ovviamente dedicata a mia figlia, ed è esattamente così che ricordo il mio primo parto. 
Non ne abbia a male il piccolo, se con lui quest'emozione arriva a posteriori, data la situazione completamente differente in cui è nato. 
Perchè oggi poesia? 
Così è se mi va...
il blog è mio e lo gestico io...
boh...
avevo voglia di scrivere qualcosa di profondo, mentre le sirenette delle bomboniere cercano nell'aere le loro migliorie...
Buona serata a tutti!!!!

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